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 STORIA DELLA CITROEN 2CV

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Patatony
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MessaggioTitolo: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Sab Nov 14, 2009 8:16 pm



Storia della 2cv

Il Salone dell’automobile di Parigi 1948
Si apriva a Parigi Il 7 ottobre 1948 il 35° Salone dell’automobile.
Questo giorno, Pierre Boulanger, amministratore delegato di Citroën,
presentò al Presidente della Repubblica Francese l’ultima nata della
firma del Double Chevrons: la 2CV
L’idea della 2CV nacque nell’ottobre del 1935, ad opera di
Pierre Boulanger che intuì il profilarsi di un mercato di massa per l’automobile.

André Lefevre, l’ingegnere meccanico e lo stilista italiano Flaminio Bertoni (che in una notte ne ha realizzato la linea) inventarono così la TPV (Toute Petite Voiture)
il nome 2CV apparirà solo nel 1948, una vettura senza paragoni,
pensata com’è per offrire il massimo di comfort e di abitabilità con il minimo di consumi.

In particolare, la vettura doveva avere queste caratteristiche:
*due posti a sedere,
*un consumo di tre litri di benzina ogni cento chilometri,
*portare 50 chili di patate o una damigiana di vino,
*una velocità massima di 60 km ora,
*percorrere strade accidentate,
*essere guidata da donne neopatentate e … portare sul retro un paniere d’uova senza romperle.

All'inizio del 1937 il primo prototipo vide la luce, e fu senza dubbio sconcertante, come d’altronde sarà sempre la 2CV.
Bisognerà attendere il dopoguerra, ed il Salone dell’ottobre 1948 perché la 2CV, tra lo stupore e le ironie della stampa, veda la luce.

Ma nel 1951 il tempo di consegna di una 2cv era già di un anno e mezzo!
Da allora ha attraversato la storia dell’automobile e la storia del costume, subendo ben poche metamorfosi tecniche ma divenendo, di volta in volta, segno dei tempi e delle situazioni.
Protagonista di film, di performances sportive e di viaggi, scelta come
simbolo di anticonformismo o di snobismo, rimarrà fino alla fine il prodotto tipico di quella “razionalità cartesiana” che contraddistingue Citroën.

Più di dieci anni di studi
Battezzata col nome in codice TPV (Toute Petite Voiture) deve offrire
il comfort di una vettura americana e una tenuta di strada eccezionale.
Dopo numerosi studi, alcuni stupefacenti, la vettura definitiva prende forma.
E’ in alluminio con bracci di sospensione in magnesio, possiede un solo
faro, il suo tergicristallo centrale è azionabile manualmente, e il suo
motore bicilindrico raffreddato ad acqua si accende solo con la manovella.

Ma scoppia la seconda guerra mondiale e viene annullato il Salone
dell’Automobile dell'ottobre 1939
nel quale doveva essere presentata.

Durante l’occupazione tedesca, Pierre Boulanger continua a fare
lavorare i suoi ingegneri sulla 2CV malgrado le restrizioni di materie prime ed il divieto tedesco.

Tutto ricomincia lentamente in previsione del dopoguerra quando mancheranno le automobili ed il carburante.
Se la piccola Citroën evolve in previsione di circostanze nuove, rimane comunque conforme allo spirito della “TPV”.
Così, si abbandona il radiatore per il raffreddamento ad aria, i bracci
delle sospensioni e la carrozzeria non sono più in magnesio e in
alluminio ma in acciaio, fari e i tergicristalli diventano due e il
cambio offre il quarto rapporto.
E’ dunque dopo più di 10 anni di studi che Citroën decide di presentare la sua 2CV e di produrla in grande serie.

2CV, una vettura universale
Concepita all’origine come una vettura minimalista, all’uso la 2CV si rivela essere una vettura polivalente.
Grazie al suo carattere rustico, si presta a qualsiasi tipo di utilizzo.

Destinata in origine agli automobilisti che devono spostarsi in un
ambito rurale, è anche molto richiesta in città dove piace il suo cambio e le sue dimensioni.

Diventa la vettura preferita dei giovani che apprezzano la sua
solidità, il suo comfort ma soprattutto il suo basso costo d’uso e di manutenzione.
Sia veicolo di turismo che veicolo commerciale grazie al sedile posteriore smontabile,
bisogna riconoscere che la 2CV serve a tutto.
Nel 1973, è adattata per alcune gare create specialmente per lei:

il 2CV Cross. Previste inizialmente in Francia, le prove avranno luogo
nella maggiore parte dei paesi europei, tra cui l’Italia.
La 2CV è presente da più di 30 anni sui circuiti “tout terrain”.
Nessun altra vettura merita più di lei il titolo di vettura universale.

1948 – 1990, le evoluzioni della 2CV
Durante la sua lunga carriera, la 2CV conosce numerosi cambiamenti ed
miglioramenti al fine di rispondere alle aspettative della sua clientela.
Il modello presentato al Salone di Parigi nell’ottobre 1948 è chiamata “Type A
ed è dotato di un motore di 375 cc.

A partire dal mese di ottobre 1954, arriva una versione più potente
chiamata “Type AZ” equipaggiata da un motore di 425 cc e di un cambio centrifugo.
Questi due modelli riceveranno successivamente due luci di stop posteriori e le frecce.

Dicembre 1956: una versione di lusso viene equipaggiata con finiture in
alluminio e con un ingrandimento della lunetta posteriore, viene
commercializzata con il nome “AZL”.
Novembre 1959: dopo dieci anni di esistenza, la 2CV è infine
disponibile in un altro colore oltre al grigio: si tratta di un colore chiamato “blu ghiacciaio”.
Simultaneamente, la 2CV perde le sue grandi ruote da 400 a 380.
Dicembre 1960: appaiono le cinque grosse nervature sul cofano che integra la targa e diventa smontabile.
Marzo 1961: la fabbricazione della Type A 375 cc viene interrotta.
Dicembre 1964: le porte anteriori non si aprono più controvento.
Aprile 1966: la 2CV Azam viene rimpiazzata dalla 2CV Export, con finiture ancora più lussuose.
Marzo 1970: presentazione della 2CV 4 (435 cc) e della 2CV 6 (602 cc),
la fabbricazione degli altri modelli s’interrompe.
Questi due modelli si distinguono per le luci posteriori provenienti dall’Ami 6.
Nel settembre 1974, i fari diventano rettangolari e non più rotondi.
Un anno dopo viene prodotta la 2CV Special, disponibile esclusivamente in giallo.
Nel 1981 la 2Cv Charleston viene prodotta in serie.
La Charleston e la 2CV 6 Special sono gli ultimi due modelli commercializzati fino al 1990.



Tre 2cv de 1939




Salone dell’Automobile al Grand Palais, Parigi, 1948



Pierre Boulanger presenta la 2CV a Vincent Auriol, presidente della Repubblica



2cv (1948)





Catena di montaggio, Levallois, 1954



AZL



2CV AZLP, nuovo cofano, dicembre 1960



La 2cv AZAM (la 7ima merveille du monde)



2cv6








ami 6 del 1969




La dyane del 1967











Charleston




Special




Ultima modifica di Patatony il Gio Dic 10, 2009 10:56 pm, modificato 1 volta
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Patatony
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Dom Nov 15, 2009 3:47 pm

Qualche foto di repertorio:

Quelques photos de l'histoire de la 2CV à Levallois

















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the dahut73
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Dom Nov 15, 2009 8:45 pm

ciao
grazie mil 33 18 genu genu genu
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guivin
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Dom Nov 15, 2009 9:16 pm

Bello e interessante! 04
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Lun Nov 16, 2009 3:01 pm

04 foto splendide !!


CIAO 50
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Patatony
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Lun Nov 16, 2009 10:59 pm

grazie
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ezioemarta
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Mer Lug 07, 2010 9:39 pm

AGGIUNGO UN VIDEO:

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Patatony
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Mar Lug 27, 2010 4:05 pm

l'ultima 2cv prodotta

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Patatony
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   Gio Ago 25, 2011 9:10 pm

e le prime....
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MessaggioTitolo: Re: STORIA DELLA CITROEN 2CV   

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