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 La furgonetta 2CV AU

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MessaggioTitolo: La furgonetta 2CV AU   Mar Ott 06, 2009 8:23 pm

1951, La Furgonetta
2CV AU

La 2CV berlina, commercializzata nel 1949 col nome di 2CV A incontrò
un successo strepitoso; il suo utilizzo come veicolo commerciale e la
sua destrezza nel muoversi nei centri affollati delle città grazie
alle dimensioni limitate, fecero pensare ad una vera e propria
versione utilitaria con un sufficiente vano di carico. In occasione
del Salone dell'Automobile di Parigi del 1950, Citroen presentò la
verione utilitaria della 2CV, si trattava di una piccola furgonetta
pressochè identica a quella che divenne la versione definitiva
commercializzata sei mesi più tardi, precisamente nel marzo 1951. La
meccanica era quella della berlina 2CV A, questo fù il rimprovero più
grande fatto dagli utilizzatori. Era dunque il piccolo bicilindrico di
375 cm3
erogante la potenza di 9CV che doveva tirare una scocca già
più pesante a vuoto rispetto la berlina, più un eventuale carico di
250 Kg, questa infatti era la sua portata. Il povero furgoncino
assolveva al suo duro compito non senza fatica, al limite delle
proprie forze. Sulla carta le cose non andavano poi così male, la sua
velocità di punta era di 60 Km/h ma in salita la terza marcia non
reggeva, poi la seconda, poi ci si ritrovava in prima, inerpicando a
15 Km/h la salita, immersi in un rombo spaventoso. La prima 2CV
furgonetta AU
vide, come la berlina, i suoi tempi di consegna
aumentare sempre di più, la domanda era forte. La 2CV furgonetta
porterà a termine una bella carriera, AU, AZU e poi AK si
susseguiranno fino al 1979, anno in cui lasceranno il posto all'Acadiane,
versione furgonata della più recente Dyane. Fù Antoine Brueder, agente
per conto della Citroen che convocò la Motorizzazione francese alla
presentazione dell'utilitaria 2CV il 5 febbraio 1951. Il veicolo (
300001, motore QD00599
) venne provato dall'Ingegnere della
Motorizzazione M. Paris il 16 dello stesso mese e omologato. Seguì una
versione "piattaforma" destinata ai carrozzieri per l'allestimento di
vani carico particolari; le versioni offerte dai carrozzieri erano
innumerevoli; pur mantenendo invariata la meccanica, venivano proposte
furgonette allungate, rialzate, vetrate, pick-up, break... La Citroen
belga commercializzò verso la fine degli anni '50 una versione
week-end della celebre furgonetta, ispirata alla versione break
offerta dai carrozzieri francesi. Abitabilità per quattro persone
grazie ad un divanetto posteriore basculante, superfici vetrate
maggiori e un superiore livello di finitura con verniciatura bicolore
caraterizzavano tali versioni.

PTT, la Poste
L'amica indispensabile dei postini


Gli anni passavano e la 2CV penetrava poco a poco in tutte le fasce
sociali, anche le più agiate, nonostante la sua lentezza infernale. I
burocrati dell'Amministrazione francese compresero i lati pratici ed
economici della piccola furgonetta Citroen per i servizi
amministrativi. Le Poste, per esempio, si doteranno di una flotta di
Citroen grazie allo zelo del deputato Lucien de Gracia. Si propose
come angelo custode dei fattorini in un discorso pronunciato alla
tribuna dell'Assemblea nazionale del 1953 leggendo semplicemente le
frasi tratte da un catalogo pubblicitario delle utilitarie 2CV Citroen:
"... grazie alla sostituzione dei percorsi rurali in bicicletta, in
ragione di 40 Km al giorno con qualsiasi tempo, per un lavoro meno
inumano effettuato con l'aiuto delle vetture 2CV tutto terreno..."
Questo parlamentare era ben conosciuto e, "relatore per conto della
commissione dei mezzi di comunicazione e turismo", intervenne al
momento della discussione sul bilancio annuale delle Poste (PTT)
precisando il beneficio che questa amministrazione poteva ottenere
dalla motorizzazione dei suoi fattorini. Tornando all'Assemblea dove
egli così consluse il suo ascoltatissimo intervento: "L'esperienza
regionale di Bordeaux prova, in eccedenza, che l'utilizzo di 20
furgonette
2CV produrranno un'economia di 300000 F per anno,
moltiplicata per 20 anni, sono 6 milioni di Franchi." Era anche un
avvertimento per coloro che vedevano l'automobile come un qualcosa di
lussuoso e rifiutavano di considerarla come un mezzo di trasporto alla
portata di tutti. La vita dei fattorini rurali venne largamente
facilitata grazie all'apparizione dell'automobile come mezzo di
trasporto giornaliero. Fù all'inizio del 1952 che le Poste
equipaggiarono sperimentalmente due fattorini con delle furgonette
2CV
. Era un'avvenimento all'interno dell'amministrazione. Successe a
Saverne nel basso Reno, una piccola cittadina di 8682 abitanti, a 420
Km da Parigi
. I due fattorini, Willy Schutté e Oscar Oberlé,
vanteranno parecchi colleghi motorizzati. Willy Schutté percorse
l'Alsazia per dieci anni a bordo della sua 2CV di servizio. Concluse
2800 volte i suoi 55 Km giornalieri, 150000 Km, distribuendo più di
700000 lettere e pacchetti. Quando gli chiesero se si era abituato a
queste nuove consegne motorizzate, rispose: - Sì, per un vecchio
conducente d'autobus! Ho ancora la nostalgia del volante. - Incidenti
? - Mai accaduto uno, mi capitò purtroppo di invertire uno sfortunato
pollo. - Inconvenienti ? - Mai restato in panne, le tre 2CV che ho
avuto si sono comportate egregiamente. Grazie alla cortesia de
L'Auto-Journal ecco come si trascorre un giro di consegna invernale
nel gennaio 1959: "Nevica, ghiaccio, inondazioni, strade interrotte;
l'inverno alle porte, la Siberia a domicilio... I comunicati di
allarme si moltiplicano e mentre nelle città la gente percorre
comodamente i vialoni sgomberi svolgendo tranquillamente i propri
affari, mentre i concorrenti di un famoso rallye sulle grandi strade
europee filano a tutta birra verso il soleggiato traguardo, noi
abbiamo seguito un'altra competizione, senza pubblicità vistosa, meno
alta di colori, ma indispensabile alla vita di una cittadina. Sulle
strade dell'epoca di Napoleone, si svolge il rallye giornaliero del
fattorino
. Durata: 300 giorni lavorativi, chilometraggio: 150 al
giorno; carico: 300 Kg di lettere e giornali
. Nessuna macchina col
motore "preparato", nessuna profusione di accessori speciali, niente
parti luccicanti, niente cronometri. Una modesta 2CV furgonetta di
serie; come unico accessorio una pala. Il contachilometri sarà il
principale testimone della regolarità di quest'impresa. Al posto
dell'equipaggio un berretto di lana e i sacchi postali... Sulla cabina
sono impresse le lettere PTT, Servizio Postale. Sull'itinerario
accidentato di 75 Km da percorrere 2 volte al giorno, fra percorsi
boschivi e distese innevate rasate dal vento la 2CV corre
imperterrita, metà vettura, metà slitta. Il fattorino delle nevi,
M.Burger, funzionario, cinquantadue anni, trenta di guida, parte di
buon ora dalla ricevitoria principale di Bitche e deve raggiungere ad
orari precisi (dettati dai regolamenti PTT) i posti prestabiliti. Là i
fattorini rurali sono obbligati in questa stagione a lasciare le
biciclette per effettuare a piedi il loro giro per raggiungere le
fattorie, gli chalet, con la loro sacca di cuoio, 20-25 Kg di posta
che distribuiscono lettera per lettera. Ognuno di loro spunta con un
colpo di campanello davanti al furgoncino, che gli consegna il sacco
di posta. La posta deve quindi essere selezionata prima di partire, al
fine di consegnare ad ogni fattorino il sacco inerente la zona ove
assicura il collegamento. Malgrado l'attenzione nel posare le ruote là
dove aderiscono meglio (viaggia sempre senza catene, "fa tutto il
pneumatico", dice semplicemente), M.Burger è obbligato solente a
scendere e spingere... poi riparte per un percorso imprevedibile, la
strada cambia d'aspetto spesso di ora in ora, secondo se c'è neve o
gelo, se c'è il sole o soffia il vento. Se gli capita nel corso di una
sbandata di finire dentro un cumulo di neve, nessun problema, impugna
la pala, si scalda le mani... e passa. A volte deve costruirsi da solo
la strada per passare. Se gli capita di arrivare dietro ad un camion
spargi-sabbia, lo supera con disprezzo per poi riprendere la sua
audace danza sul ghiaccio. Nel corso dei suoi 150 Km giornalieri non
innesterà mai la quarta, consumando un terzo in più. Al ritorno
consulterà il disco del contachilometri per constatare che ha percorso
75 Km alla media oraria di 30 Km/h, con punte di 60 Km/h: farà la
stessa cosa la sera, poi l'indomani mattina, tutti i giorni...
Impavido alle migliaia di pericoli reali, lui passa e continuerà a
passare, regolare come un pendolo astronomico; tutto può accadere, ma
lui arriverà ! Se tutto questo vi fà sorridere, pensate a quando
"infilate una lettera nella cassetta postale" e M.Burger, funzionario,
cinquantadue anni, trenta di guida senza mai aver avuto un incidente,
indispensabile uomo delle nevi, e, modestamente, senza saperlo, il più
grande vincitore di tutti i rallye del mondo." Natale 1959, le Poste
francesi sono alla testa di una flotta di 300 furgonette 2CV, nel 1962
sono già 8000 e nel 1966 diventano 10700. Henri Chavoz, modesto
fattorino rurale, diventa il postino "più alto d'europa" percorrendo
al filo i pericolosi tornanti e curve a gomito nel cuore dell'alta
Moriana. Da Modane a Bonneval-sur-Arc in Savoia, e ritorno per il
colle del Moncenisio (2091m) dove anche in inverno consegnava la posta
ai diversi savoiardi isolati. In Svizzera c'erano delle 2CV "Week-End"
(tipo AZUL, dove L stà per lusso, costruite dalla fabbrica Citroen di
Bruxelles) che la Posta elvetica destinava alle zone di campagna. In
Belgio, il servizio motorizzato delle poste di Anversa venne
inaugurato nell'aprile del 1959. Nell'antica città fiamminga un primo
contingente di 35 furgonette rosso fuoco, fregiate dell'insegna del
"Corno delle Poste" venne esposto al pubblico prima di essere
consegnato all'amministrazione. Verso la fine dell'anno, più di 500
esemplari
di furgonette vennero consegnate alle Poste belga. Ultimo
particolare, in tema postale, il primo francobollo francese sul quale
è illustrata un'automobile, una 2CV naturalmente, venne emesso in
occasione della giornata del francobollo nel 1958. Seguirono l'esempio
delle Poste: il Soccorso Touring francese, il Soccorso Nazionale e la
Guardia Civile spagnola, la Polizia Stradale olandese, l'ONU per i
suoi caschi blu, la Royal Navy, gli Automobile Club scandinavi che se
ne servivano come vettura di assistenza nelle strade ghiacciate del
circolo polare.



Mille storie di 2CV
La 2CV se ne va in guerra

1959 (Inghilterra). In quel bel giorno del 1959, una portaerei di
27000 tonnellate
è al largo delle coste inglesi. E' la "Bulwark" (il
Baluardo
), orgoglio della flotta di Sua Maestà. L'ammiragliato
britannico procede a delle manovre aviotrasportate di sbarco. Si
tratta di raggiungere rapidamente un obiettivo situato a 150 Km
nell'interno della costa. L'operazione necessita di un mezzo molto
leggero, molto resistente, molto maneggevole. Allineate dietro un
angolo del ponte sei 2CV pick-up attendono saggiamente. Una dopo
l'altra vengono appese ad un cavo e ogni elicottero trasporta la sua
2CV
. In viaggio verso l'avventura le 2CV sfrecciano nel cielo verso
l'obiettivo. Ma è al termine del viaggio che resta il più duro da
fare: costruirsi un cammino e avanzare a tutta velocità, passare, non
importa dove! La Royal Navy che così mise alla prova la 2CV , constatò
la sua incredibile robustezza e la riconobbe idonea al servizio
armato. Fu allora che la 2CV venne arruolata dentro il corpo d'elite
della Marina Britannica: le truppe aviotrasportate. 65 2CV pick-up
entrarono a far parte della marina britannica, pitturate di verde
oliva mimetico. Resteranno in servizio finchè non divennero operative
le Land Rover aviotrasportabili. Oggigiorno non resta che un solo
esemplare.

Dal Laos a Parigi con la famiglia Pochon
1961. Obbligato a lasciare il Laos dove ormai viveva da 15 anni,
Jacques Pochon-Davignon scelse per raggiungere la madre patria il
mezzo di trasporto che gli sembrava più economico: una furgonetta 2CV
Citroen. Da Ventiane a Parigi egli percorrerà il cammino più lungo
(38888 Km) con famiglia al completo: papà, mamma e quattro figli,
Anne-Marie (14 anni
), Jean-Luc (11 anni), François-Régis (7 anni),
Thierry (3 anni) e 150 Kg di bagagli. Così dopo otto mesi, in sei
dentro la povera furgonetta, la famiglia Pochon fece del "gean
turismo" da Bangkok a Ceylan, da Bagdad a Beyruth,
da Instambul a
Monaco
.

2CV per l'UNICEF
Primavera 1967. Singapore (Malesia). In estremo oriente, un centro di
sanità mobile dell'UNICEF, organizzazione internazionale che si dedica
alla salvaguardia dell'infanzia, utilizzava non meno di 350 2CV,
berlina e furgonetta, per esercitare il suo aiuto nei paesi più
lontani e nelle regioni più difficilmente accessibili.

Un aneddoto salato!
Autunno 1967. A Varangeville, vicino Nancy, sotto le colline
rigogliose di frutteti, si cela un tesoro: un banco di salgemma
scoperto dopo un secolo nella miniera di Saint-Nicolas. Là, a più di
200m sottoterra si trova una 2CV. Portata nelle viscere della terra
completamente smontata, venne poi ricostruita e trasformata in
pick-up. Dopodichè la sua attività iniziò rapidamente percorrendo
migliaia di chilometri, svolgendo lavori di tutti i tipi e fornendo
utili servizi; ebbe persino un utilizzo non previsto, durante le pause
lavorative, i minatori non provvisti di patente imparavano a guidare.

Un racconto di Andersen moderno
Inverno 1962. Yssel (Olanda). Non fece mai così freddo come nel
rigoroso inverno del 1962-63. Il lago di Yssel, rifugio abituale di
tutti gli uccelli d'Olanda, era stretto nella morsa del gelo e
ricoperto di neve. Sferzavano delle brevi raffiche di vento sulla sua
superficie immobile rialzando le piume degli uccelli intorpiditi dal
freddo. Il lago era paralizzato nell'attesa di una nuova vita. I cigni
trascinavano le loro ali stanche, muovendosi lentamente ormai
stremati. Cercavano invano il loro cibo abituale. Traditi dal candore
desertico del paesaggio, rimanevano smarriti, senza risorse,
condannati ad una morte atroce. Ma gli olandesi, che amano i grandi
uccelli bianchi, non li abbandonarono e organizzarono dei soccorsi:
tutti i giorni le 2CV furgonette del soccorso stradale, WegenWacht,
(le sole a poter circolare senza problemi sul ghiaccio) portarono così
il cibo ai cigni e agli altri uccelli, portando al riparo gli elementi
più offesi dal freddo. E presto, vista da lontano la 2CV,
dall'orizzonte cominciò ad accorrere numerosa la gente sollevando un
nuvolo di neve. Si racconta in Olanda che quell'inverno, i cigni
furono salvati dal "Brutto Anatroccolo", nomignolo della 2CV.

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